Lavorare come Digital Strategist: Intervista con la Sensei Gloria Bassi

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su pocket

Desideri lavorare come Digital Strategist e non sai da dove iniziare?

Nella nostra intervista con la sensei Gloria Bassi scoprirai tutti i consigli per lavorare come Digital Strategist.

Gloria, che attualmente lavora in Infloeendo, è Product Expert della Community italiana di Google Ads e di Google My Business.

In questa intervista ci racconta della sua storia e del corso che ha realizzato per DigitalDojo.it

lavorare come digital strategist

CHI È GLORIA BASSI?

Ciao Gloria, raccontaci qualcosa su di te per presentarti agli utenti di DigitalDojo.it!

“Ciao a tutti gli utenti di DigitalDojo.it, sono Gloria Bassi.

Parlare di me è sempre la parte che mi piace meno! Non perché abbia segreti da nascondere, anzi, tutti i segreti sono nello scrigno di Google My Business!

Sono stata la prima tra gli esperti di prodotto di GMB per la community italiana di Google. Era il periodo in cui GMB è stato rilanciato, creando un’evoluzione del vecchio Google Place.

Mi sono accorta che GMB era uno strumento che poteva avere grande potenzialità nel mondo del marketing che avevo scelto. Ho fatto questa scelta perchè il mondo della comunicazione mi ha sempre incuriosito. Mi divertivo a guardare le vecchie pubblicità, ed ero affascinata da come alcune avessero fatto la storia. Così ho scelto questa strada, con marketing tradizionale per la laurea triennale e quello digitale per la magistrale.

Adoro il mio lavoro e ci metto passione. Credo fortemente che per poter ottenere risultati sia necessario comunicare in modo efficace e se si riesce a essere creativi è ancora meglio! Credo nel potere della comunicazione e del marketing a 360°, qualsiasi leva possa fare parte di un marketing mix è da ritenersi interessante.”

Perfetto Gloria, puoi parlarci invece di dove lavori e di cosa ti occupi?

“Lavoro per Inflooendo, continuo ad occuparmi di campagne digital, sia geolocal che più ampie, utilizzando i diversi mezzi che il web mette a disposizione.

Il core business di Inflooendo però è una sorta di native advertising sui social, si può definire anche influencer marketing, ma tengo a precisare che non si affida a singoli influencer ma piuttosto a editori di grande portata e community verticali.

Inflooendo lavora attraverso i social network, ma non utilizza quelli dei cliente, non è quindi il brand che parla di se stesso, ma sono altri a parlare del brand.

Vengono coinvolti i social network di community in target, quindi il contenuto è ben integrato nel contesto e non risulta fastidioso.

É una modalità ancora diversa dell’utilizzo dei social e può essere sviluppato sia su scala nazionale, magari per grandi brand, oppure anche per le attività locali, coinvolgendo community local e concentrandosi su una specifica area geografica.

L’obiettivo è generare visibilità sul brand, facendo in modo che siano fonti autorevoli a raccontarlo.”

Quali esperienze hai fatto prima di lavorare dove lavori oggi? Dove hai lavorato e di cosa ti sei occupata?

“Ho sempre lavorato nel campo del marketing digitale, prevalentemente nella parte che riguarda l’adv.

Ho avuto la fortuna di poter utilizzare diversi mezzi, il circuito di Google, nella sue mille sfaccettature: la rete ricerca, la rete display, le campagne shopping e video e ovviamente Google My Business, ma anche i social network da diversi punti di vista, non solo pura adv dei canali propri, ma anche considerandoli in modo diverso come fa Inflooendo.”

IL SETTORE DEL DIGITAL MARKETING

Puoi parlarci del settore in cui lavori?

“Trovo il marketing digitale estremamente affascinante. Permette di tracciare tutto, così si può capire anche in poco tempo, cosa funziona e cosa non va.

Se anche qualcosa non dovesse funzionare, non va assolutamente preso come una sconfitta ma come occasione di crescita. Se non si fanno dei test, se non si va alla scoperta di qualcosa di nuovo, non ci si evolve.

A volte funziona, a volte no, ma l’importante è riuscire a trovare la via giusta e in questo caso, poco filosofico forse, non la troviamo dentro noi stessi, ma sono i dati a indicarcela!”

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di lavorare in questo settore?

“Tra i vantaggi abbiamo sicuramente un feedback immediato, la raccolta dei dati, la possibilità di capire quale strategia funziona meglio e su quali utenti. Anche la possibilità di incrociare i dati dà molta soddisfazione, ovviamente nel rispetto della privacy!

Tra gli svantaggi potremmo dire che in Italia ci sono ancora aziende che purtroppo sono diffidenti, stentano a credere nelle potenzialità del marketing digitale, ma sono sempre meno rispetto a un po’ di anni fa.

Questo è dunque un segnale positivo! Bisogna avere grande pazienza e non dare mai nulla per scontato.”

Quali sono i prerequisiti e le competenze più richieste per lavorare in questo settore? 

“Come per ogni lavoro, competenze e conoscenze sono fondamentali. Sicuramente la teoria serve, avere delle buone basi è importante.

In un secondo momento serve pratica, tanta pratica. Lavorare sul campo permette di imbattersi in situazioni reali, a volte anche distanti dalla teoria, ma non importa e non bisogna rimanerne delusi.

La teoria è la base, è come un bambino che impara ad andare in bicicletta, permette di prendere dimestichezza e quando di tolgono le rotelle è il momento di imbattersi nella pratica.

Capita di cadere, di farsi male, qualche ginocchio sbucciato, serve anche quello per crescere!”

Quali sono i trend più importanti nel settore?

“A livello di digital marketing in generali possono essere tantissimi.

Diciamo che le aziende nell’ultimo periodo sembrano aver capito l’importanza di raccontarsi. La creazione dei contenuti sta riscontrando grande successo, può essere l’azienda che racconta sé stessa e fare in modo che siano gli altri a parlarne.

L’importante è avere dei buoni contenuti e questo vale sia per i grandi brand che per le attività più piccole.”

Puoi raccontarci qualche Case History, qualche caso in particolare sul tuo settore?

Nello specifico, sulla local, mi è capitato di suggerire la creazione di post di GMB, che spesso vengono ignorati e che invece sono uno strumento potente.

Mi fermo un attimo su un’obiezione: e se la sede non ha quella grande visibilità? Certo, non possiamo pensare di non fare nulla e ottenere subito il massimo! Lavorate per fare in modo che la vostra sede sia visibile, per questo ritengo che sia importante anche focalizzarsi sul brand, anche a livello locale.

Gestire nel modo corretto le risorse che il marketing offre, può non essere semplice, ma se si riesce a trovare la pazienza e il tempo, può offrire grandi soddisfazioni. Per questo suggerisco sempre di raccontarsi, qualunque sia il tipo di attività.

Presentatevi, raccontate la vostra storia e fate emozionare gli utenti che potrebbero poi essere i vostri futuri clienti.

Ma torniamo ai post di GMB, argomento che affronteremo nel corso. Purtroppo vengono utilizzati poco, sono dei post che compaiono sotto la scheda con le informazioni dell’attività su Google. I post permettono di focalizzarsi su un prodotto o servizio, di comunicare novità o evento ed è possibile inserire un link.

Nella case history che stavo raccontando, si trattava dell’open day di un’università e il link portava a una landing page per la registrazione all’evento.

È stato inserito un parametro UTM per il tracciamento in Google Analytics (anche questo passaggio lo vedremo durante il corso), e si sono accorti che non solo gli utenti cliccavano sul post, ma effettuavano anche conversioni!
In questo caso era la registrazione all’open day.

Questo per dimostrare che GMB funziona!”

Cosa consiglieresti a qualcuno interessato a lavorare in questo settore che parte da zero?

“Seguire questo corso! Scherzi a parte, suggerirei il settore in generale. Il digital marketing è un mondo davvero ampio e in continua crescita.

Partire da zero si può, bisogna però metterci passione, aver voglia di fare e imparare cose nuove ogni giorno!

Con la velocità a cui vengono aggiornati gli algoritmi, bisogno essere sul pezzo e non deve mancare la voglia di imparare sempre.”

IL CORSO LO SCRIGNO DI GOOGLE MY BUSINESS

Puoi spiegarci di cosa tratta il tuo corso?

“Il corso Lo Scrigno di Google My Business si propone come una panoramica di Google My Business, parte dalle basi e man mano va ad approfondire specifici strumenti.

Vengono quindi approfonditi tutti gli aspetti di GMB, dalla creazione della fine, alla sua ottimizzazione, analizzando i diversi strumenti messi a disposizione per cercare di ottenere il massimo della visibilità.”

Cosa si può aspettare uno studente dal tuo corso?

“Sicuramente avere piena padronanza dello strumento, ed essere in grado di gestire anche situazioni un po’ “fastidiose”, in cui ci si può imbattere.

Niente di irrecuperabile ovviamente, ma ci sono errori comuni, che è normale che vengano commessi da chi vi si approccia per la prima volta, magari anche solo per curiosità. Nel corso vedremo come evitarle e alcune best practice da attuare.”

Quali sono gli obiettivi formativi del tuo Corso?

“Avere la padronanza dello strumento, capirne lo logiche ma avere anche una visione più ampia sul local marketing e sulle abitudini di questi utenti specifici, gli “utenti local”.

Quali sono i prerequisiti per partecipare al tuo corso?

“Non ci sono prerequisiti specifici, Google My Business è uno strumento semplice e non sono necessarie competenze tecniche. L’unica esigenza di GMB è avere un’account gmail.”

Quali sono i punti di forza del tuo corso?

“Oltre ad essere un corso completo, offre anche interessanti spunti non solo tecnici, ma anche di riflessione sulle attività locali.

Accompagna in tutto il percorso di creazione e ottimizzazione, con qualche chicca!”

Quali sono i possibili sbocchi professionali dopo aver appreso le nozioni del tuo corso?

“Se dovessimo cercare di definirlo in una qualifica professionale, potrebbe rientrare in “Digital Strategist”. Possiamo dire che questo corso è dedicato sia ai singoli proprietari di attività commerciali, che possono gestire in autonomia la propria sede, sia a freelance o piccole agenzie, qualora si vogliano addentrare nel mondo GMB. In questo corso, quindi in un’unica fonte, troveranno tutti gli strumenti necessari.”

Puoi svelarci qualche trucco, consiglio o best practice riguardanti l’argomento del tuo corso?

“Si incontreranno tante pillole durante il corso, sicuramente tra le best practices c’è quella di utilizzare i parametri UTM per tracciare eventuali visite al sito web e sapere che arrivano da GMB.

Prima di arrivare a ottenere clic è importante però fare in modo che gli utenti ci trovino e si interessino all’attività.

Come fare? Caricare un buon numero di foto, che diventa una sorta di vetrina digitale, devono invogliare, quindi è importante che abbiano una buona risoluzione e sbizzarritevi con la “messa in posa” e le inquadrature!”

 Com’è stato realizzare questo corso?

“Preparare questo corso è stata una sfida, un mix di gioie e dolori!

Posso dire però di ritenermi soddisfatta, anche se non lo devo dire io, ma i “deshi”, ovvero gli studenti, anzi se vogliamo seguire la tradizione del dojo i discepoli, in pratica coloro che decideranno di seguire questi corso.

Mi piace la decisione di lasciare il modulo bianco gratuito e quindi accessibile a tutti, perché può aiutare a capire almeno le basi dello strumento, per decidere poi se continuare il percorso.

La conoscenza, almeno generale deve essere a portata di tutti, queste basi di marketing sono importanti anche per tararsi e capire quali argomenti di tutto il Dojo possano essere interessanti per il proprio business, quali approfondire e come poterli sfruttare sia per l’attività commerciale o il brand, che per le piccole agenzie.

La conoscenza costa fatica, sia per chi, mi piace dire “racconta”, che per chi apprende.

È un investimento da parte di tutti, può essere fatto in serenità e con la consapevolezza di poter di poter impreziosire il proprio bagaglio.

Proprio per questo motivo ho scelto lo scrigno come emblema di questo corso su GMB, perché simboleggia qualcosa di prezioso che in questo caso vuole essere aperto e svuotato.”

CONCLUSIONI SU COME LAVORARE DA DATA STRATEGIST

Perfetto Gloria, ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso e per gli importantissimi consigli che hai fornito a tutti gli utenti di DigitalDojo.it!

Se desideri imparare ad utilizzare Google My Business per diventare un Digital Strategist, puoi iniziare dal corso Lo Scrigno di Google My Business della nostra Sensei Gloria Bassi!

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su pocket

Lavorare come Digital Strategist: Intervista con la Sensei Gloria Bassi

Resta Aggiornato su Questo Tema!

Ti Potrebbe Interessare Anche

>

DOLCETTO O CORSETTO?

-25% SU TUTTO IL CATALOGO! 😱​

OFFERTA IN SCADENZA

Giorni
Ore
Minuti
Secondi

RICEVI IL COUPON