Il Futuro del Lavoro: il report del World Economic Forum

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Il Futuro del Lavoro: il Report del World Economic Forum

 

AUTOMAZIONE E PANDEMIA: IL BILANCIO

Il report 2020 del World Economic Forum sui rischi della pandemia e dell’automazione per i lavoratori informa che, anche a causa della pandemia globale, l’automazione procederà con un ritmo più accelerato del previsto.

Il bilancio tra i posti di lavoro spariranno e quelli che saranno richiesti entro il 2025 sarà positivo, tuttavia il WEF avverte i governi sulla necessità di corsi di formazione e aggiornamento per i lavoratori.

 

PROFESSIONI COLPITE DALL’AUTOMAZIONE

Secondo il World Economic Forum, 85 milioni di posti di lavoro, soprattutto nelle mansioni manuali o di routine, spariranno a causa dell’automazione e della diversa divisione del lavoro.

Gli esperti sostengono che gli effetti dell’automazione colpiranno in particolare alcuni tipi di operai, meccanici e riparatori di macchinari, i segretari, gli impiegati contabili e i commercialisti.

 

COMPETENZE E PROFESSIONI RICHIESTE

Al posto delle professioni obsolete compariranno 97 milioni di nuovi ruoli, soprattutto in settori ad alta competenza.

Aumenterà il bisogno di analisti di dati e data scientist, specialisti di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, IoT e Big Data. Saranno richiesti specialisti in Digital Marketing, automazione dei processi, sviluppatori, analisti della sicurezza delle informazioni.

Secondo WEF entro il 2025 tra le competenze che pagheranno di più saranno il pensiero analitico, la creatività e la flessibilità.

Le principali professioni emergenti saranno quelle legate ai dati e all’intelligenza artificiale, alla creazione di contenuti e al cloud computing.

 

3d printer e computer

 

IL DIVARIO SOCIALE E LA DISUGUAGLIANZA ECONOMICA

Il report sottolinea come le persone e le comunità più svantaggiate risentono doppiamente l’impatto dell’automazione e della recensione causata dal Covid-19. Negli USA la maggior parte delle persone che hanno perso il lavoro sono giovani, donne e in generale i lavoratori con stipendi già bassi.

Il WEF avverte che i governi e il settore pubblico devono intervenire con dei sistemi efficaci e diffusi di istruzione e formazione per creare reti di sostegno ai lavoratori più colpiti dalla recessione e dalla rivoluzione digitale. Attualmente solo il 21% delle aziende mondiali può contare sui fondi pubblici per la formazione dei propri dipendenti.

 

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE

Secondo il report, le aziende più competitive saranno quelle che sceglieranno di formare e riqualificare i propri dipendenti. Circa il 40% dei lavoratori dovrà imparare nuove competenze digitali per poter svolgere le mansioni richieste.

Il 50% dei datori di lavoro prevede di accelerare l’automazione in alcuni ruoli nelle loro aziende. Il lavoro da remoto sarà sempre più diffuso e potrebbe interessare quasi la metà dei lavoratori.

In Italia 8 aziende su 10 intendono automatizzare le mansioni e solo il 40% punta ad accelerare i programmi di riqualificazione dei dipendenti.

Gli studenti e i lavoratori che vogliono acquisire le competenze digitali più richieste possono farlo seguendo dei corsi online nelle discipline più retribuite del Digital, come Marketing, Data Science o Programmazione & Sviluppo.

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